Mentre cercavi un pretesto per allontanarmi…
io ne cercavo uno per farmi amare…
ed è evidente che l’abbia trovato prima tu...
Eleonora Tisi
Mentre cercavi un pretesto per allontanarmi…
io ne cercavo uno per farmi amare…
ed è evidente che l’abbia trovato prima tu...
Eleonora Tisi
Si vantava, ahimè!, di non aver mai pianto.
Il serbatoio delle lacrime era colmo.
Una tale riserva, in cui s'è accumulata, goccia a goccia, dolore dopo dolore, tutta una lunga esistenza, non si vuota in un istante. Singhiozzò a lungo.
La prima lacrima è una puntura.
Pianse per tutto ciò di cui aveva riso.
Saldò gli arretrati.
Il diritto di un uomo alle lacrime non cade in prescrizione."
[Victor Hugo]
A parte che non è vero che le riconosci le persone che soffrono, no, non è vero.
Anzi, ridono ad alta voce, cercano anche di stare in compagnia, danno forza agli altri e si scusano se non sono perfette.
Non è vero che le persone che soffrono piangono, a volte neanche piangono più, ti ridono in faccia piuttosto che farti sapere come stanno. E non hanno paura a rimaner sveglie tutta la notte a guardare il soffitto , per poi di giorno , alla luce, sorridono.
Scrivono appunti e li strappano, non ricordano mai cosa volevano fare da piccoli, perché di grandi illusioni son cresciute.
Sono persone fragili, che neanche capisci se sorridono a te o a sé stesse.
(Sabi)
“Quando sarò capace d’amare mi piacerebbe un amore che non avesse alcun appuntamento col dovere. Un amore senza sensi di colpa, senza alcun rimorso, egoista e naturale come un fiume che fa il suo corso. Senza cattive o buone azioni, senza altre strane deviazioni che se anche il fiume le potesse avere, andrebbe sempre al mare.”
Giorgio Gaber
C'è un solo viaggio possibile: quello che facciamo nel nostro mondo interiore. Non credo che si possa viaggiare di più nel nostro pianeta. Così come non credo che si viaggi per tornare. L'uomo non può tornare mai allo stesso punto da cui è partito, perché, nel frattempo, lui stesso è cambiato. Da sé stessi non si può fuggire.
(Andrej Arsen'evič Tarkovskij - Tempo di viaggio, 1983)
Natale sei anche tu, quando trasmetti la tua gioia, quando lavori per la pace, quando sorridi, quando aiuti un altro ad essere libero,quando tu sei libero, quando ami in silenzio, quando soffri con gli altri o sei felice con loro. Perché è allora che dentro e intorno a te Cristo è davvero nato.
La marea nasconde. È come se non fosse mai passato nessuno. È come se noi non fossimo mai esistiti. Se c’è un luogo, al mondo, in cui puoi pensare di essere nulla, quel luogo è qui. Non è più terra, non è ancora mare. Non è vita falsa, non è vita vera. È tempo. Tempo che passa. E basta.
(Alessandro Baricco, Oceano Mare)
Esistono fili invisibili di silenzio che, al di là del tempo e delle distanze, riescono a tenere unito il pensiero di due anime, avvolgendole in un abbraccio senza fine. Ma ne esistono altri ancora più forti, che stringono in morse talmente strette da far male: sono quelli rimasti in sospeso.
- Imma Brigante -
(ANTON VANLIGT)
Lascia che viva.
Non privarlo delle sue abitudini, delle sue passioni, dei suoi amici più cari. Non pretendere di essere soltanto tu il centro della sua esistenza. Deve amarti liberamente. Deve sceglierti ogni giorno. Nonostante gli amici, nonostante le passioni, nonostante le abitudini.
Deve sceglierti perché sei tutto ciò che desidera e non perché sei tutto ciò che gli resta.
(Serena Santorelli)
Fëdor Dostoevskij, “Quaderni e taccuini” (1860 – 1881)
[Serena Santorelli]
( La lettera scarlatta - N. Hawthorne )
Non so perché vorresti che restasse tutto invariato. Preghi perché così possa essere.
E' freddo dentro. Non è vero, non è freddo, è dolore.
Devi credere. Contro ogni cosa, credere.
A volte le cose belle si tramutano in orribili, e basta così poco.
E' l'incertezza, l'insicurezza.
Guardi la pioggia fitta e scrosciante che ti bagna il viso. E' meravigliosa.
Basterebbe una mano sulla spalla. Solo appoggiata lievemente e una sola parola.
Vorresti che il vento fosse una parola sussurrata..
Invece...
(Anonimo)
A te....
Tu non le puoi vedere; io, si. Terse, rotonde, tiepide.
Lentamente vanno al loro destino; lentamente,
per indugiare più a lungo sulla tua carne.
Vanno verso il nulla; non sono che questo, il loro scorrere.
E una traccia, verticale, che si cancella subito. Astri ?
Tu non le puoi baciare. Le bacio io per te.
Sanno; hanno il sapore dei succhi del mondo.
Che gusto nero e denso di terra, di sole, di mare!
Restano un istante nel bacio, indecise fra la tua carne fredda
e le mie labbra; infine io le prendo.
E non so se erano davvero per me.
Perché io non so nulla.
Sono stelle, o segni, sono condanne o aurore?
Nè guardando nè coi baci ho imparato che cos’erano.
Ciò che vogliono resta là indietro, tutto ignoto.
E così pure il loro nome.
(Se le chiamassi lacrime nessuno mi capirebbe).
Pedro Salinas
Stampati su quel bel faccino quel solito sorriso del cazzo...quello che piace tanto a tutti, che ti fa risultare splendente e che illumina chi ti stà intorno e non ha importanza se tu rimani al buio. Sei la colonna portante di ciò che ti circonda e non puoi sgretolarti e neppure scheggiarti perchè Tu devi essere forte. Continua ad essere la menzogna che sei sempre stata perchè questa è la parte più bella di te. Nasconditi dietro la tua maschera soave e colorata perchè il tuo vero volto non è così affascinante, porta i segni della sconfitta, della fragilità, del dolore perenne. Neppure tu ti riconosceresti senza. Chi ti ama davvero ha scoperto la tua anima...tutti gli altri continueranno a guardarti in superficie.
(Sarah C. - la principessa delle catacombe)
Ovunque questo mio Io.
Non potrebbe abbandonarmi un istante?
Mi dice: Sii te stessa, è già qualcosa.
Altre volte: Scavalca te stessa, questa si che è un’arte.
O altrove: Non scavalcherai te stessa.
Si vanta di non essere noioso, di avere sempre qualcosa che gli accade. Ma lo soffoca questa incessante intimità.
E così corre al mare, si perde in quel paesaggio si immedesima nei racconti altrui, poi si allontana scoraggiato.
Lo riflettono tutti i vetri che lo oltrepassa, le pozzanghere, le pupille degli occhi degli altri.
(Julia Hartwig)